Construido con Berta

  1. HORTUS (IN) CONCLUSUS 

    es un proyecto itinerante, que con variaciones (dependiendo de las relaciones establecidas con el lugar y sus gentes) se repropone en   ciudades, pueblos, habitaciones... con una constante: interrogarnos sobre la relación campo-ciudad y la necesidad de una agricultura de proximidad, sobre nuestra  responsabilidad en la "creación de paisajes" . Pretende hacerlo utilizando la práctica artística y por tanto sugiriendo la importancia estética y poética de cada uno de estos gestos y actividades.

    Hortus (in)conclusus. #Cabrales. España,  verano 2015 

    Hortus (in) conclusus #Cosenza . Italia , invierno 2015

     

  2. Hortus (in)conclusus. #Cosenza,  Italia 2015>>

    realizado durante el programa de residencias artisticas "The BoCs, Residenza Artistica Cosenza 2015"

    comisariado por Alberto Dambruoso

    Cosenza, Italia

    residencia artística: 23 noviembre-19 diciembre

    inauguración al público: 19 diciembre 2015. 

    Hortus (in) conclusus #Cosenza. nace como una forma de relacionarse con la ciudad de Cosenza, una manera de conocer la ciudad, el paisaje y en particular las relaciones existentes entre periferia y centro, a través de la exploración de sus zonas verdes, en particular: los huertos privados del área suburbana, los jardines-huerto del casco antiguo de Cosenza (hoy en estado de abandono y degrado) y las nuevas iniciativas surgidas recientemente como los huertos urbanos de la zona norte de la ciudad ("Orti solidali" della Città dei Ragazzi). Un recorrido que lleva implícito una primera toma de contacto con la cultura material popular campesina, desplazada a partir de los años 60 con la urbanización salvaje de la zona norte de la ciudad y el progresivo degrado de la "città vecchia". El centro histórico de la ciudad parece responder a la "belleza de lo muerto"  de De Certeau, mientras  la actividad agrícola y la cultura campesina aparece como residuo,  en muchas ocasiones  museizada "se ha convertido en un objeto de interés porque su peligro ha sido eliminado" (De Certeau, 1999:47). Frente a esta situación, propongamos una estética de la resistencia, de rea-propiación creativa  de la ciudad y una ecología del paisaje que resane los contrastes centro- periferia, campo-ciudad. Una acción  estetica, creativa, manual e intelectual que propone o se concretiza en una cierta modificación del territorio. Una forma (dimensión estética) que nace de nuestras experiencias , de lo táctil, lo relacional, lo funcional, a veces de lo incompleto (el non finito es un aspecto característico del paisaje arquitectónico calabrese), y no de esquemas predeterminados y asépticos.

     

    Durante la fase de realización del proyecto se llevaron a cabo paseos, encuentros y documentación fotográfica y sonora; la instalación "Hortus (in) conclusus" está compuesta por antiguos "salaturi" o "tinìallu"  y lastras de cera virgen incisas y pigmentadas (la belleza de lo muerto) y una mesa con hojas en cera de nogal, vid, olivo, roble , higuera y mandarino (banquete para recolectores).

      http://www.xtrart.es/2015/12/11/la-artista-espanola-virginia-lopez-presenta-su-nuevo-proyecto-surgido-de-la-residencia-artistica-de-cosenza-italia/

    Hortus (in) conclusus #Cosenza nasce come tentativo di conoscere la città di Cosenza e le relazioni centro-periferia attraverso la esplorazione delle sue aree verdi, in particolare gli orti privati dell’area suburbana e gli orto-giardino della città vecchia. Un percorso che tiene conto necessariamente della cultura materiale contadina, rimossa dagli anni sessanta in poi da una urbanizzazione selvaggia che ha portato con sè il progressivo degrado della città vecchia e monumentale. A volte il centro è periferia: Il centro storico sembra di rispondere alla “belleza di ciò che è morto” di cui parla De Certeau, mentre se musealizzano resti della cultura popolare che “è diventata un ogetto d’interesse perchè il suo pericolo è stato eliminato” (De Certeau, 1999:47). Dinanzi a questa situazione, l’opera e le sperienze attivate e vissute durante il periodo di residenza si offrono come una estetica di resistenza, di riappropriazione della città, un atto di cura teso a risanare i rapporti centro-periferia, campo-città.
    Durante la residenza ho fatto incontri con Teatro Clandestino Sud e Crocevia Calabria, passeggiate insieme all’architetto Francesco di Rose per i giardini del centro storico, raccolto documentazione fotografica e realizzato piccole interviste ad alcuni artisti in residenza sulla funzione delle residenze artistiche come pratica legata al territorio. Tutta questa documentazione è stata allestita all’interno della mostra nel secondo piano del bocs, mentre al primo piano restava l’istalazione di vecchi salaturi o tinìallu con lastre di cera vergine incisa “la belleza de lo muerto” e il tavolo “banquete para recolectores” con foglie cerate di noce, vite, olivo, quercia, fico e mandarino.

    virginia lopez

  3. particolare Banquete para recolectores.

    En el piso superior el registro material de las acciones y encuentros realizados durante el proceso de trabajo: entre ellos la acción de participación desarrollada el 12 de diciembre "Habitantes Paisajistas", en la que se repartieron semillas y plantas para sembrar en los jardines y huertos de la città vecchia di Cosenza, en colaboración con artistas y asociaciones activas en el territorio, que desde hace tiempo intentan llevar a cabo iniciativas culturales para la recualificación del centro histórico (arquitecto Francesco di Rose, asociación Teatro Clandestino Sud, entre otros)  y para el desarrollo de una agricultura de calidad y proximidad (Crocevia Calabria, Hortus in Fabula).

  4. Espero que la residencia, como instrumento ya consolidado dentro del sistema del arte, sirva para tejer nuevas conexiones y dar continuidad en el tiempo a proyectos apenas esbozados, que pueden ser adoptados por la comunidad local , o viceversa, proyectos nacidos en el territorio, puedan desarrollarse con mayor amplitud y pluralidad de  enfoques.

    virginia lopez

    Cosenza2015

  5. i giardini e orti della città vecchia di Cosenza. patrimonio da curare.

    ABITANTI PAESAGGISTI / HABITANTES PAISAJISTAS_#Cosenza

    un progetto di Virginia López per Residenze Artistiche Cosenza 2015// a cura di Alberto Dambruoso.

     un piccolo gesto per il progetto Hortus (in)conclusus #Cosenza.

    sabato 12 dicembre 2015.

    incontro nella piazzeta dei Bocs area 3, sul lungofiume di via Dante Alighieri, Cosenza.

    orario: dopo le 11:30 .

    Ugo la Pietra nella "Riappropriazione della città"¹ afferma che  nella periferia della città è più facile ritrovare le tracce di un comportamento che é aspirazione alla riappropriazione dell'ambiente e ad una certa modificazione del territorio. Si manifesta attraverso la manipolazione: il desiderio di ricuperare mediante le attività manuali le facoltà creative tante volte atrofizzate. Parla di ricupero e re-invenzione secondo una logica liberata da schemi precostituiti, imposti, creando nuove immagini legate a realizzazioni rispondenti alle necessità funzionali degli individui, e aggiungerei, della comunità.

    Un atteggiamento creativo in cui la forma nasce dalle nostre esperienze, di forma organica, dove non c'è divisione tra mano e mente. La mano pensa. L'aspetto tattile, relazionale, incompleto  dovrebbe essere uno stimolo creativo. Eppure siamo abituati ad un mondo in cui le forme si decidono prima di essere usate, con disegni sopra-determinati che fanno di noi soggetti passivi, consumatori. Disegni che impediscono che il caos  e l'uso improvvisato degli spazi e delle strutture possano diventare uno strumento per la organizzazione coerente ed economica dello spazio.

    A volte il centro è periferia: la città vecchia di Cosenza nasconde giardini, orti, piazze, terrazze, spazi di cui riappropiarsi, opportunità per la re-invenzione e la partecipazione in cui la natura e la agricoltura convivono di forma organica e integrata con il tessuto urbano.

    ABITANTI PAESAGGISTICI è un primo gesto per attivare l'atto del prendersi cura,  ripensare come abitare di nuovo la città, stimolando la sensibilità estetica e le responsabilità individuali e istituzionali all'interno della comunità: alimentazione, patrimonio culturale e paesaggistico, opportunità economiche e sociali di una agricoltura di prossimità.

    Chi viene è invitata/o  a:

    -Donare  le piantine o la semenza di ortaggi di stagione .

    -Ricevere, anche se non si ha portato niente, la piantina o semenza da piantare nei   giardini-orti pubblici o privati del centro storico di Cosenza, prendendosi la responsabilità della cura durante la sua crescita.

    Ringrazio di cuore per la collaborazione a Francesco di Rose, che in questi giorni mi ha fatto partecipe dei suoi progetti e mi ha accompagnato in giro per la città alla scoperta degli orti della città vecchia. Abbiamo visitato gli "orti solidali" in via Panebianco (in particolare l'area assegnata alla associazione Teatrino Clandestino Sud, che ci ha dato delle semenze per l'azione di oggi), l'orto botanico Hortus Bruttiorum dell'Università della Calabria e visto il progetto Hortus in Fabula, abbiamo conosciuto il progetto Crocevia Calabria (anche loro hanno donato delle semenze) e in fine, ma non meno importante, mi ha invitato alla casa di amici e vicini di Cosenza facendo onore alla parola ospitalità . Grazie a tutti.

    nota: Habitantes Paisajistas è il nome di  un progetto sul paesaggio e il territorio che l'artista Virginia Lòpez sta portando avanti dal 2014 in Spagna, presso PACA_Proyectos Artísticos Casa Antonino (Gijón, Asturias), con il supporto della  rete di musei comunali e con la collaborazioni di artisti, istituzioni e vicini della città.

    Virginia López, Cosenza, Italia . dicembre 2015

     

    ¹ Ugo la Pietra, "La riappropiazione della cittá" ed. Centre Georges Pompidou, Paris, 1977.

     organizza: The Bocs. Residenze artistiche Cosenza 2015. collabora: La Centrale dell'Arte.

    hanno donato semenze: Crocevia Calabria e Teatrino Clandestino Sud.

  6. virginia Lopez, Hortus (in)conclusus_Cosenza. Lancio Habitantes Paisajistas.